Trekking Costa de sère

ossia da Deiva Marina a Bonassola, passando per Framura

Difficoltà: facile
Dislivello: max 290 ca.
Durata: circa 4.30
Scarsità d’acqua
Esposizione prevalente a Sud

E’ un buon percorso, bel segnalato e adatto a tutti, oltre ad offrire ottimi spunti panoramici può essere spezzato in più tratte.
Fa parte dei “ Sentieri Azzurri” e per questo il segnavia è un bollino azzurro. La cartina originale è ormai introvabile, esistono comunque altre carte da utilizzare.
Si parte dalla stazione ferroviaria lato mare e si attraversa il ponte che separa il comune di Deiva da quello di Framura. All’altezza dell’hotel Riviera girare a destra e proseguire costeggiando il campeggio.
Il dislivello maggiore è qui all’inizio ma possiamo corroborarci gustando qualche corbezzolo (attenzione sono lassativi!).
Giungiamo quindi al bivio che indica Case Serro ( m. 289 s.l.m.) –Framura

Si prosegue su comoda mulattiera aggirando il Monte Serro, la vista si
apre sulle piccole frazioni che costellano l’opposto versante.

Camminiamo rilassati, non dobbiamo affrontare salite e in prossimità della Foce del Prato ci aspetta una sorpresa, le caprette invadono il sentiero, ma non preoccupatevi, sono innocue. Il bosco ora si dirada e lascia il posto ad un bel vigneto. Siamo a Costa di Framura, la frazione più alta. Concediamoci un po’ di pausa per scoprire la chiesa di San Martino, conserva uno dei più bei dipinti di Bernardo Strozzi “ La Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Carlo Borromeo.

Framura è strana, le sue case si snocciolano a poco a poco lungo il crinale fino ad arrivare al mare. Scendiamo ad incontrare prima Setta, sede del Comune e della piazzetta, “salottino buono” del paese, poi ci sarà Ravecca ed infine Anzo. La stazione ferroviaria è a due passi, se vogliamo possiamo salire sul primo treno e tornare a Deiva…oppure…
..ci incamminiamo verso Bonassola lasciandoci alle spalle la scogliera.

Un tratto di strada asfaltata e siamo di nuovo immersi nella macchia mediterranea e nel tripudio della fioritura dei nasturzi.

Le “Rocce rosse”, luogo magico dove ormeggiare la barca. Osservate,sono davanti a voi.

E’ ancora il sentiero Verde Azzurro n° 1 che seguiamo, sempre al cospetto del mare, si scende nella valle e si risale con un po’ di fiatone, ma ecco le prime case di Salice. Ignoriamo la segnaletica che ci indica Montaretto ( sarà la meta di altra escursione) e procediamo verso Carpeneggio. Peccato che gli Iris blu siano già sfioriti ma possiamo accontentarci del rosso dei papaveri e del viola dei fiori di salvia

Alla Sella di Carpeneggio (m. 132 s.l.m.) si trova un bivio, se giriamo a sn. scendiamo direttamente a Bonassola, a ds. proseguiamo per la variante del Salto della Lepre. Scegliamo questo itinerario, panorama superbo, da Punta Manara a Punta Mesco. Siamo su di un promontorio di roccia nuda, a picco sul mare tra cespi di erica e cisto.
Ritorniamo sui nostri passi e riprendiamo il sentiero che quasi scivola via fino all’apparire dell’insenatura di Bonassola.
Incrociamo la strada asfaltata che connette il paese con la Madonnina della Punta ed imbocchiamo infine la scalinata che ci condurrà sul sagrato dell’Oratorio di Sant’Erasmo.
La stazione ferroviaria per ritornare a Deiva è a poche centinaia di metri, ma ormai è l’ora della merenda, fermiamoci per la immancabile scorpacciata di focaccia. Il forno è proprio lì!